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Gay & Bisex

Testa o Croce


di Membro VIP di Annunci69.it Topix2
26.07.2026    |    4.492    |    10 9.9
"Riuscii a inghiottirla quasi tutta, aveva un sapore acre, la rimanente mi uscì dal lato della bocca, imbrattandomi il collo e il petto..."
Dopo aver accompagnato Nicola, mi diressi verso la spiaggia, dove avevo lasciato Patrizio, suo fratello, a gestire le conseguenze della scommessa persa da pagare,
Ero intenzionato a reclamare la mia parte quando, in lontananza, scorsi gli assistenti bagnanti. Mi avvicinai con passo deciso e mi raccontarono l’accaduto: Patrizio, dopo essere stato posseduto da Assam, aveva detto che per lui poteva bastare. Si era alzato ed era andato via, lasciando tutti gli altri delusi e a bocca asciutta.»
L’atmosfera restò sospesa, carica di aspettative frustrate e di un desiderio morboso. Mi chiesero di prendere il posto di Patrizio, di unirmi al loro gioco di gruppo. Erano eccitati, affamati di sesso. Risposi d’istinto: “Non mi interessa.” Rimasi in silenzio per qualche istante, la proposta mi turbò perché mi fece ricordare l’esperienza vissuta un anno prima, l’imbarazzo, la paura, il dolore e quello strano piacere che aveva cambiato qualcosa dentro di me.
Era passata l’una. Il cielo stellato sopra la spiaggia rendeva la notte quasi irreale, sotto quel soffitto di luci la tensione era tangibile. In quel momento capii la verità su di noi, le nostre serate oscillavano tra follie improvvisate e sfide pericolose, come se l’estate ci strappasse di dosso ogni freno inibitore, costringendoci a superare ogni nostro limite.
L’aria restava densa, satura di un’eccitazione che non accennava a spegnersi. Assam fece un passo avanti: «Ombrellone, due lettini, cabina e doccia gratis per tutta la stagione, se vinci. Ma, se perdi... ti scopiamo tutta la notte. Sarai a nostra completa disposizione e farai qualunque cosa decideremo».
Fece schioccare una moneta nell'aria, bloccandola sul dorso della mano. Il metallo brillò sotto la luce delle torce. «Decidi adesso. Testa o croce? “Quella proposta mi tolse il fiato. Se la moneta avesse girato storto, sarei stato sodomizzato da cinque uomini, tutti insieme, senza via di fuga. Rischiavo di sprofondare in un’esperienza sessuale totale, estrema. Eppure, sotto l’ansia paralizzante e il terrore cieco, sentii quella stessa voce ostinata dell'anno prima farsi spazio. Una spinta viscerale che bruciava più della paura. Guardai la moneta. Decisi di rischiare.
D’accordo,» dissi infine, cercando di nascondere l’incertezza nella mia voce. «Lancerò io la moneta. Scelgo croce. “Gli altri annuirono e mi porsero la moneta senza aggiungere altro. All’improvviso il brusio intorno a noi si spense. Rimase solo il peso dell’attesa. Osservai il metallo nel palmo della mano, come se da quelle due facce potesse dipendere molto più di una semplice sfida. Inspirai profondamente e la lanciai verso il cielo. La moneta ruotò nell’aria, brillando per un istante sotto la luce della notte. Sembrò restare sospesa più a lungo del dovuto, mentre tutti seguivano la sua traiettoria senza parlare. Quando ricadde, la bloccai al volo e chiusi il pugno. Per qualche secondo non ebbi il coraggio di guardare.
Poi aprii lentamente la mano. Un brivido mi attraversò da parte a parte. “No.…» mormorai.
La sorte aveva scelto diversamente da quanto speravo. In quell’istante compresi che non avrei più potuto tirarmi indietro, e il peso della decisione mi cadde addosso tutto insieme.
Burun esclamò: “Bene, ora sarai a nostra disposizione! Sarà una serata piacevole che nessuno dimenticherà facilmente, avrai soltanto un forte dolore al sedere per qualche giorno!” Gli altri risero con lui, e quella risata mi agitò. Il panico mi assalì. “Stavo scherzando,” dissi d’istinto. “Rinuncio.” Assam mi fissò con serietà. “Sei una persona di parola, non puoi tirarti indietro. Le scelte contano, soprattutto quando tutti hanno accettato le stesse regole. Se avessimo perso, avremmo mantenuto la promessa. Inoltre, per rendere più dolce la tua sconfitta, ti offriamo lo stesso, ombrellone lettino servizi vari, noi avremo solo il tuo corpo a disposizione per una notte!"

Restai immobile, in bilico tra orgoglio e paura. Abbassai gli occhi. «Va bene, accetto».
Assam fece un cenno con la testa. «Bene. Avrai il nostro rispetto, ma patti chiari, devi soddisfarci tutti, fino all'ultimo».
Provai a sorridere per rompere il ghiaccio. «Manterrò la promessa. Muoviamoci, prima che ci ripensi»
Ci incamminammo verso la grande cabina di legno che fungeva da dormitorio. Sapevo esattamente cosa mi aspettasse là dentro, cinque cazzi che avrebbero preso possesso di ogni centimetro del mio corpo pronti a riempirmi di loro.
Una volta all’interno, chiesi da bere qualcosa di forte per superare le ultime esitazioni e darmi coraggio. Intanto Uccio abbassò le luci per rendere l’ambiente più intimo: accostò tre lettini al centro della stanza e li coprì con alcuni teli, trasformandoli in un unico, grande letto. Sorseggiando lentamente il rum, osservavo i preparativi e provavo a immaginare cosa mi aspettasse. Oltre la paura c'era una forte curiosità in me, il desiderio di conoscere l’odore, il sapore e la virilità della gente di colore. Poi i bagnini uscirono a fare la doccia, lasciandomi per ultimo.
Rientrato dalla doccia, cercai nei loro sguardi un briciolo di comprensione, o magari una via d'uscita. Trovai solo occhi lucidi di sesso e libidine. Nella stanza calò un silenzio denso. Mi fissavano tutti, mi volevano. Cinque maschi completamente nudi erano lì davanti a me, la pelle umida che trasudava virilità e desiderio da ogni poro. Aspettavano solo il momento di prendermi e riempirmi, immersi in un’atmosfera carica di un'eccitante sensualità.
Abbassai lo sguardo sui loro attributi, tutti rivolti verso di me. La scelta era impossibile: erano splendidi, duri e imponenti. Ero perfettamente consapevole che affrontare ciò che stava per accadere non sarebbe stato facile. Non distogliendo mai lo sguardo dai loro cazzi, mi avvicinai al centro della cabina, mi sedetti sul letto, immediatamente tutti e cinque si disposero intorno a me, toccandomi con le loro nerchie dure in diversi punti del corpo
Il momento della verità era arrivato!
Afferrai subito con le mani le aste nere di Assam e Bile e con la bocca completai la tripletta negra, iniziando a succhiare la cappella rosa di Burun. In quel momento, la situazione prese una direzione impossibile da fermare!
Il sapore del cazzo di Burun era intenso e aspro quasi acido, era la mia prima verga nera che assaggiavo, nonostante il gusto acre, iniziò a piacermi! Lo succhiai lungamente con soddisfazione. Dopo, feci accomodare tra le mie labbra il bastone di Uccio, dal sapore più dolce, lo slinguavo e lo mordicchiavo lungo tutta l’asta, mentre le mie mani non interrompevano di muoversi avanti e indietro sulle aste di Assam e Bile. Iniziarono a sentirsi i primi gemiti di piacere. Ero circondato da peni vogliosi e desiderosi di essere soddisfatti, non pensavo a nulla, avevo un membro in bocca e due tra le mani. I miei occhi non vedevano altro che cazzi!
Uccio uscì dalla mia bocca soddisfatto, fece entrare la verga di Ahmed, vista da vicino era enorme. Spalancai al massimo le mie labbra e lui la spinse dentro. Avevo solo la cappella in bocca ma faticavo a respirare, la succhiai con ingordigia e voglia, pensando che un attribuito così grande era difficile da trovare.
Dopo averla fatta entrare il più possibile iniziai a sentire un leggero crampo alla mascella. Per togliere il palo conficcato nella mia gola mi gettai all' indietro finendo sdraiato sul letto. Assam ne approfittò per togliermi il costume, ora ero tutto nudo, con il mio sedere completamente scoperto a disposizione dei cinque maschi, che immediatamente ne approfittarono. Bile salì sul letto mettendosi a quattro zampe sopra la mia faccia e infilò tra le mie labbra il suo lungo cazzo fino alle tonsille, facendolo entrare e uscire con decisione, questo movimento mi riempì la bocca di saliva, era la prima volta che mi scopavano in questo modo, mi piacque e lo espressi con lunghi gemiti.
Contemporaneamente Assam mi alzò le gambe mettendole in verticale, accostò la punta del cazzo al mio fiorellino, spinse con vigore ed entrò! Non ebbi alcun fastidio, ero eccitato e bagnato, la sua nerchia scendeva sempre più giù, sentivo un palo di ebano nelle viscere, muovendosi a stantuffo fino a sbatacchiare le palle sulle mie chiappe, continuò a spingere sempre più forte facendomi provare un orgasmo divino, il primo della giornata! Urlai di piacere! Bile proseguì a scoparmi la bocca, sentii la sua mazza diventare più dura, scuotersi e sparare otto fiotti densissimi di sperma nella mia gola. Riuscii a inghiottirla quasi tutta, aveva un sapore acre, la rimanente mi uscì dal lato della bocca, imbrattandomi il collo e il petto.
A quel punto Uccio salì sul letto, mi girò su un fianco, si mise dietro di me, mi sollevò la gamba superiore, avvicinò il bacino al mio e mi inculò con un colpo secco, strabuzzai gli occhi dallo sballo. Iniziò a martellarmi con foga, ad ogni suo colpo stringevo le labbra attorno alla verga che avevo in bocca, mentre Uccio continuava a devastare il mio culo con colpi decisi e profondi, ero sopraffatto dalla goduria. Mi agitavo come un matto, mi teneva stretto dominandomi sotto di lui. Alla fine, diede un colpo di reni più forte degli altri, sentii il suo cazzo gonfiarsi, esplose tutta la sua sborra con un urlo animalesco, contro le pareti del mio condotto anale. Mentre mi godevo questo fantastico secondo orgasmo di culo, mi scivolò fuori dalla bocca il cazzo di Burun. Appena ripresi a succhiarlo, anche lui si svuotò tra le mie labbra, spruzzandomi nella faringe un altro carico di sperma, riempendomi ulteriormente l'intestino.
Era passata soltanto un ora dall’inizio, due cazzi mi avevano sfondato il culo, due mi erano venuti in bocca e le mie mani erano sempre in movimento sui bastoni liberi, ero farcito di sborra in tutto il mio corpo, sfinito fisicamente e mentalmente ed eravamo soltanto a metà dell’opera. Il desiderio di sesso senza freni cresceva incredibilmente! Più ne avevo, più ne desideravo!
Senza alcuna pausa, ripresi a leccare con passione la nerchia di Ahmed, ero impiastricciato di sperma ma andavo avanti. Fu a quel punto che l’egiziano disse: "Ora devi prendere la mia sborra nel culo!” Si sedette sul bordo del letto: “Sali su di me, che ti impalo!” Lo guardai, aveva la proboscide alla massima estensione, almeno venticinque centimetri, con una circonferenza mostruosa. Mi attendeva la prova più dura!
Guardai le persone intorno a me, che fecero segno di assecondarlo. Improvvisamente calò il silenzio, tutti si fermarono in attesa dell’evento. Ahmed insistette: "Fatti impalare il culo!" Ero spaventato, ma anche incuriosito e affascinato dall'idea di essere penetrato da una creatura così grande.
Non persi tempo, mi avvicinai con decisione, salii sul letto di fronte a lui, ci scambiammo uno sguardo d'intesa e iniziai a piegare le gambe, abbassando il bacino Lui scappellò il pilone, mantenendolo dritto con entrambe le mani. Continuai ad abbassarmi finché non toccai la proboscide coi glutei, allargai le natiche con le mani e, con il mio pertugio, toccai il suo glande. Spinsi con forza verso il basso. Faceva fatica ad entrare nonostante avessi il buchetto lubrificato dalle precedenti inculate, continuai a spingere e all’improvviso si aprì e scivolò dentro, emettendo un rumore sordo. Urlai con tutte le mie forze per lo sfondamento subito!!Era dentro, soffrivo con piacere! Una piccola pausa, ripresi a spingere verso il basso e lui verso l’alto. Piano piano, il mio culo scese e inghiottì il suo cazzone.
C’eravamo quasi. Un altro sforzo di entrambi e le chiappe toccarono i suoi coglioni. Avevo dentro tutto l’enorme pilone tra le mie chiappe.
Sentivo scoppiare i tessuti del mio sedere, erano tesi all’inverosimile ma resistettero, abbracciati uno di fronte all’altro, appoggiai la mia testa sulla sua spalla, dopo qualche istante di assestamento ricominciai a muovermi, alzando e abbassando il bacino molto lentamente, il palo iniziò a muoversi con più facilità, i miei gridolini di goduria, si trasformarono in grida di piacere. Dopo alcuni minuti, la situazione si era normalizzata, la tensione della carne si era allentata e il cazzone stantuffava nel mio culo alla grande, avevo il viso trasfigurato da un piacere immenso, ebbi un orgasmo intensissimo! All’improvviso mi strinse più forte, il bastone aumentò di durezza e volume, avvertii una bella fontanella inondare il mio culo, mi fermai un attimo per godermi il momento! Ero completamente esausto, ma estremamente soddisfatto! Avevo preso un mostro di oltre venticinque centimetri, bello massiccio, con poco dolore e molta goduria. Le sensazioni e il piacere sono stati inimmaginabili. L'eccitazione era stata così forte da prosciugarmi le forze. Avere il mostro dentro il mio corpo fu una sensazione strana e stupenda. Aspettai, affinché il palo si ammorbidisse mentre la sua sborra continuava a scendere lungo il mio culo, imbrattando il suo bacino. Mi sollevai lentamente e il suo cazzone uscì interamente dal mio sedere emettendo un “flop”.
Mi sdraiai sul letto, con la schiena rivolta verso l'alto, posai la testa tra le mie braccia e chiusi gli occhi, completamente esausto, avvertendo il bisogno di rilassarmi.
Purtroppo, non fu così, vedendomi così rilassato e inerme, Bile e Burun approfittarono della situazione salirono immediatamente sul letto. Il primo tirò il mio bacino verso di sé, mi allargò i glutei, avvicinò la cappella e con un colpo secco, mi penetrò fino in fondo. Io non ebbi la forza di reagire! Così infilzato, mi afferrò il torace con le braccia sollevandomi dal letto. Burun ne approfittò e si infilò sotto di me, con abilità, fece scivolare la sua mazza nel mio buchino, ormai diventato molto capiente. In questo momento, avevo due pali color ebano nel culo, anche se stanco e distrutto, stavo provando con immenso piacere la doppia penetrazione.
Le due nerchie nere mi scuotevano come un fuscello, due pali scendevano e salivano lungo le mie pareti, ormai adattate alle loro dimensioni e al loro movimento.
Nessun dolore, solo un leggero fastidio, provavo un piacere intenso che trasmettevo a chi mi ascoltava, gridando frasi senza senso e gemendo in continuazione, per un piacere supremo. Ero fuori di me, avevo orgasmi in continuazione mentre la saliva mi colava dalla bocca! Ero esausto, sfinito, ma li incoraggiavo a continuare con ancora più forza e decisione! Dopo una decina minuti di continue doppie penetrazioni, raggiunsi il massimo piacere, allagato dalla sborra prima da uno e poi dall’altro. Rilassato tra le loro braccia, mi sentivo completamente sazio e appagato. Si alzarono e mi lasciarono nel letto con una caverna al posto del culo, stanco ed esausto, segnato dalla goduria e dall'intensa emozione vissuta.

Avevo ricevuto cinque innaffiate di cazzo nel corpo. Il mio intestino era pieno di sperma, così gonfio da causarmi dolori alla parte inferiore dell'addome. Erano trascorse più di due ore dall’inizio del pagamento della scommessa! Non pensavo di riuscire a prendere tutti quei cazzi e tutti insieme!!!Sfinito, sazio, riempito e soddisfatto, crollai!
Uccio mi svegliò a mattina inoltrata, mi sembrava di aver fatto un sogno; invece, mi resi conto che era tutto vero, avevo ancora il viso coperto di sperma, il sedere pieno e un dolore generale in tutto il corpo, oltre a una sensazione di mandibola distorta. Mi alzai e andai in bagno, mi svuotai, feci una doccia calda e tornai in cabina per vestirmi.
Uccio aveva preso alcuni cornetti e un caffè freddo, non capivo perché non si fosse seduto a mangiare con me. Inaspettatamente, abbassò il costume, afferrò il bicchiere di caffè, ci bagnò il cazzo e lo mise davanti alla mia bocca. Alzai lo sguardo, lo osservai, aprii le labbra e lo feci entrare, iniziai a succhiarlo con gusto. Ebbe un sussulto e un gemito di approvazione. Versò tutto il caffè sulla sua verga, ciucciai tutto fino all’ultima goccia. Fece uscire il pene dalla mia bocca, lo avvicinò ad un cornetto aperto, lo spruzzò di sperma e me lo offrì. Lo presi e iniziai a gustarlo con curiosità. Non era male, aveva un buon sapore, rappresentava una variazione rispetto alle consuete farciture.
Mi chiese: “Ti piace il nuovo ripieno?” Risposi: “Ottimo!” Finii di mangiare il cornetto, mi rivestii, lo salutai: “Alla prossima colazione!” Continua.

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